Il lato oscuro della luce (artificiale)

Il mondo in cui viviamo è sempre più illuminato artificialmente, anche di notte, e l’effetto della luce sull’ambiente inizia ad essere studiato dagli scienziati in quanto costituisce, di fatto, inquinamento luminoso.

Ne discute sull’ultimo numero di Nature Aisling Irwin in un commentario dall’evocativo titolo di The dark side of light: how artificial lighting is harming the natural world (ovvero “Il lato oscuro della luce: come l’illuminazione artificiale danneggia l’ambiente naturale).

L’illuminazione artificiale ha un impatto profondo sugli ecosistemi: altera il comportamento degli insetti, e di conseguenza degli uccelli che si nutrono di insetti, e così via.

In Make lighting healthier, Karolina M. Zielinska-Dabkowska, in Make lighting healthier, ci parla invece della possibilità di ridurre l’impatto dell’illuminazione pubblica sulla salute umana. La luce artificiale infatti altera il naturale ciclo sonno-veglia degli esseri umani.

L’articolo spiega come diversi tipi di lampade possono influenzare il nostro sonno. Le lampade a fluorescenza (ovvero le lampade a risparmio energetico di prima generazione, quelle che impiegano tempo per raggiungere la piena luminosità) possono causare mal di testa e affaticamento della vista. Inoltre contengono mercurio, che le rende molto difficili da smaltire dopo l’uso.

Le lampade a LED sono un‘a alternativa migliore, ma la loro elevata luminosità e la loro luce più “blu” riducono la produzione di melatonina, la molecola che regola il sonno permette di addormentarci, e la loro diffusione nell’illuminazione urbana è problematica quando l’illuminazione stradale “invade” le nostre case.

Il consiglio? Cercare di esporsi ogni mattina ad almeno un’ora di luce naturale per regolarizzare il ciclo sonno-veglia, evitare lampade a fluorescenza, usare luci LED calde (meno di 3000 kelvin) nelle ore serali, ed evitare al massimo l’esposizione alla luce durante la notte.

 



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