Nanoemulsioni stabili attraverso una semplice condensazione

Dall’esperienza quotidiana tutti sappiamo che olio ed acqua sono due liquidi immiscibili. Anche se agitati vigorosamente, i due liquidi si separano velocemente formando un sistema eterogeneo. Se si vuole creare una dispersione stabile dell’acqua, in forma di piccolissime goccioline (dell’ordine di micrometri o nanometri), nell’olio (o viceversa), si deve generare una emulsione utilizzando alte concentrazioni di tensioattivi, molecole anfifiliche, e/o utilizzare processi ad alta energia (come ultrasuoni o agitazione meccanica). Ricercatori del MIT hanno messo a punto un nuovo processo in cui l’acqua, sotto forma di gocce nanometriche, è stata stabilmente dispersa in un olio sfruttando il fenomeno físico della condensazione. Il metodo messo a punto è semplice, a basso costo e facilmente scalabile a livello industriale. In pratica un serbatoio contenente un olio, si è utilizzato il dodecano, e un surfattante anionico (Span-80) è stato posto in una cella di Peltier refrigerante situata all’interno di una camera con un’elevata umidità relativa (75-80%). Quando l’olio viene portato alla temperatura di 2 °C, l’acqua presente nell’atmosfera condensa spontaneamente all’interfaccia olio/aria formando, attraverso una nucleazione eterogenea, gocce dalle dimensione nanometriche. Le quali, grazie alla presenza del surfattante, vengono stabilizzate e si diffondono attraverso l’interfaccia all’interno del dodecano, formando così un’emulsione acqua-in-olio.

Maggiori informazioni su Phys.org, la ricerca è stata pubblicata sulla rivista Nature Communications.



 

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