I ricercatori hanno più impatto se in mobilità

Un nuovo studio mostra che i ricercatori che lavorano in paesi diversi sono citati in media il 40% in più rispetto a quelli fissi. Lo studio ha analizzato 14 milioni di articoli scientifici pubblicati tra il 2008 e il 2015 da quasi 16 milioni di autori. Solamente il 4% degli autori è stato definito come “mobile”, cioè con diverse affiliazioni in diverse nazioni. Tra questi, circa il 73% è stato classificato come “viaggiatore” (ossia ricercatore in mobilità ma con una relazione nell’istituzione originale), mentre il rimanente 27% è stato definito “migrante” (cioè ricercatori che si allontanano dall’istituzione del loro paese d’origine). Lo studio mostra che i migranti sono in media i più citati, e che, in generale, i ricercatori “mobili” vengono citati più dei loro colleghi “statici”. Leggi l’editoriale su Nature.

 



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